IL VILLAGGIO EDUCANTE APRE I BATTENTI

Viviamo in un tempo in cui troppo spesso gli adulti, di fronte al rischio proprio del compito educativo a cui sono chiamati, annaspano faticosamente nella confusione e nella paura, come se non si sentissero all’altezza del ruolo che necessariamente compete loro e cercassero disperatamente di delegare ad altri la propria responsabilità o la vivessero con distrazione ed eccessivo disimpegno. La paura, la disillusione, il senso di colpa o semplicemente l’immaturità fanno sì che a volte gli adulti si preoccupino dei propri figli ma non se ne prendano cura consapevolmente e responsabilmente, con uno sguardo d’amore e di stima sulla vita e per la vita. Ecco allora che il passaggio di testimone di generazione in generazione si traduce, al più, in un mero e poco significativo groviglio di cose da fare, attività con cui riempire il tempo, nozioni da imparare, senza  una relazione educativa che sostanzi con l’esempio e la testimonianza il necessario e doveroso accompagnamento alla crescita. I giovani ci spaventano a tal punto da correre il rischio di abdicare al nostro imprescindibile ruolo educativo di adulti, oppure, d’altro canto, ci trovano arresi allo sforzo che implica lo spendersi per essi.  L’esperienza che invece noi abbiamo maturato in anni di servizio, vicinanza e accompagnamento alla crescita di tanti ragazzi nelle nostre associazioni di promozione sociale, negli oratori, negli ambienti educativi formali ed informali di cui è espressione il partenariato di progetto, è che ciascun giovane, anche il più silenzioso, il più apparentemente immotivato, scettico, svogliato, incredibilmente astioso o ingestibile, ha “un punto accessibile al bene“, come diceva San Giovanni Bosco: individuare questa corda sensibile e farla vibrare significa offrire a ogni ragazzo l’opportunità di crescere, vivere, ricominciare con gioia in una rinnovata consapevolezza di se stessi e del mondo che lo circonda. Quindi i protagonisti di questo progetto saranno i ragazzi o i loro genitori ed educatori? I protagonisti saranno indiscutibilmente i giovani ma perchè essi stessi ci aiutino a comprendere, come adulti, che i ragazzi non fanno paura e che se anche appaiono reticenti alla vita, inadeguati, disillusi, incapaci di guardare al futuro e di scegliere seriamente, in realtà stanno solo aspettando che qualcuno gli dica ” tu vali, noi contiamo su di te, mostraci la bellezza del talento chiuso nel cassetto del tuo cuore e permettici di aiutarti a mostrarlo al mondo, prendi il largo, DUC IN ALTUM!!!

Tante attività, strumenti, iniziative, opportunità per i giovani, per le famiglie, per le scuole e per le realtà lavorative del territorio, saranno l’occasione di sperimentare una nuova forma di welfare di comunità in ambito educativo a Perugia: intorno al villaggio educativo creato nella struttura dell’Abbazia Giovane di Montemorcino si passeranno il testimone tante classi delle scuole secondarie di I e II grado per vivere settimane residenziali in cui affrontare il tema dell’orientamento allo studio e al lavoro in una maniera del tutto nuova per il nostro contesto sociale, in un ambiente educativo informale, in cui i docenti siano affiancati da altre figure educative per riuscire a rinsaldare la rete tra scuola e famiglia, favorendo e sostenendo un’alleanza a servizio della crescita integrale di ciascun ragazzo. Consapevolezza, stima di sé, capacità di riconoscere il proprio talento, desiderio di mettersi alla prova: queste alcune delle parole chiave che caratterizzeranno la permanenza dei giovani in abbazia, accanto alla scoperta del territorio e delle realtà lavorative oggi operanti in questo contesto sociale ma con uno sguardo attento alle prospettive e ai possibili scenari di un futuro mai troppo lontano.

La conferenza stampa e incontro pubblico di presentazione si terranno a Città della Pieve, sede della Fondazione Carlo Caetani della Fargna, che ringraziamo sentitamente perchè, in linea con i propri fini istituzionali, ha creduto all’ idea tanto da impegnarsi anche economicamente per noi.

Hanno aderito al progetto  in forma istituzionale l’Istituto Comprensivo Pg 12 e Pg 15, l’Istituto Tecnico Tecnologico A. Volta e il Polo didattico Donati Ticchioni; a cui si aggiungono come partner il Comitato regionale ANSPI Umbria, il Comitato zonale ANSPI Perugia, Pepita Onlus, Consorzio Francesco’s Ways, la Diocesi di Perugia-Città della Pieve, Perugia per i Giovani Onlus, il Progetto Policoro e il Dipartimento Giustizia Minorile per la Toscana e per l’Umbria del Ministero della Giustizia, che ci sta accompagnando con grande volontà e impegno nel mettere a punto le azioni indirizzate ai ragazzi seguiti dai servizi o a rischio abbandono scolastico.

L’occasione della conferenza stampa ci consente pubblicamente di ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia per lo sguardo profetico e il grande impegno economico e di forze messo in campo nel Bando Idee Welfare 2018.

Maggiori informazioni sul progetto sono scaricabili su:

https://www.abbaziagiovane.it/progetto-duc-in-altum/conferenza-stampa/

Invito:

https://www.abbaziagiovane.it/wp-content/uploads/2019/02/INVITO-CONFERENZA-STAMPA.pdf

Don Luca Delunghi

Presidente ANSPI Abbazia Giovane Montemorcino