IN UNA SETTIMANA SI PUÒ


In una settimana si può a tredici anni avere le forze e le energie per uscire alle 13 da scuola, salire sul nostro DUC-BUS, arrivare in Abbazia, pranzare aiutandosi reciprocamente ad apparecchiare e riassettare, vivere nuove avventure, ascoltare persone, riflettere e condividere le esperienze, pensare, interrogarsi e poi ancora ridere con i propri compagni, scherzare con gli educatori, provare a intrecciare il filo rosso che lega tutte le facce delle proprie intelligenze, attitudini, capacità, talenti, sogni, ambizioni e già alcune delusioni, guardare il tramonto insieme dalla collina di MONTEMORCINO col sole che scorre giù sui tetti di Perugia, cenare, dare ora (E SOLO ORA) uno sguardo al telefonino nello zaino e, infine, abbracciare i propri genitori per tornare a casa e addormentarsi sfiniti e contenti?  Si sì può

A tredici anni si può stare un intero pomeriggio per una lunga settimana senza Instagram, snapchat e simili a tappare la noia, scoprendo che la noia si vince dando un’occasione all’educatore che hai di fronte per scambiare una parola, alzando gli occhi al cielo e sognando un domani così lontano e sfocato da non potersi prefigurare e al tempo stesso tanto vicino nelle scelte da compiere da temere inesorabilmente? Si sì può

A tredici anni si può per una settimana tutti i pomeriggi sacrificare il proprio tempo libero, in qualunque genere esso sia declinato, dallo sport alla musica, dalla danza al muretto, dall’oratorio alle giostre, per RENDERE SACRO, cioè per AVVALORARE, CELEBRARE, CONSIDERARE PIÙ IMPORTANTE DEL RESTO (per una sola volta nella vita, una settimana sola) il PENSIERO SULLA COSTRUZIONE DEL PROPRIO TALENTO IN FUNZIONE DEL NOSTRO DOMANI? Si sì può

Per favorire questo servizio extrascolastico sperimentale di orientamento allo studio, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio grazie al Bando Idee 2019 per una nuova forma di welfare di comunità, nel progetto DUC IN ALTUM, è possibile che un Istituto scolastico chieda ai propri docenti di sospendere per qualche giorno i compiti e le verifiche in risposta all’impegno e all’assiduità al progetto pomeridiano dei propri studenti? Si, si può

In quattro giorni si possono vivere 2 Skypecall di un’ora l’una, una dalla Puglia e una da Milano; fare 2 uscite all’Universita’ dei Sapori e alla Fondazione Comunita’ Marscianese; ascoltare 3 interventi in presenza per un totale di circa 7 ore; esercitarsi praticamente nell’arte della cucina, del fumetto, del giardinaggio e delle scienze applicate; stare accanto ai propri genitori in un laboratorio  propriamente dedicato al rapporto educativo genitori-figli in questo tempo di crescita, di domande, di continue scosse fisiche ed emotive? Si sì può

Persone che nella loro esperienza di vita hanno vissuto e toccato il SUCCESSO, non inteso come fama, soldi, potere ma come PIENA REALIZZAZIONE DEL TALENTO, DELLE COMPETENZE E DELLE ATTITUDINI che un giorno, probabilmente poco più che tredicenni, hanno iniziato a seguire, possono aver voglia, tempo e modo per passare le proprie ore con ragazzini in piena età adolescenziale, raccontandosi, scoprendosi, lasciandosi anche interrogare da loro, facendosi “spremere” come limoni per vedere di che “succo” fossero fatti?
Si è possibile. Per questo un GRAZIE DI CUORE a chi, in questi giorni, ha veramente incarnato quanto diceva San Giovanni Bosco e cioè che “l’educazione è cosa del cuore” e, aggiungiamo noi, che dal cuore di queste persone ha traboccato abbondantemente. Grazie ad Alberto, manager in una delle più importanti multinazionali del settore tecnologico, per la passione educativa, per averci trasmesso la fame della conoscenza che e’ alla base di ogni ricerca personale verso la propria strada; grazie all’Universita’ dei Sapori per aver fatto scoprire ai ragazzi un mondo conosciuto aldilà dello schermo del televisore; grazie a Lorenzo che si è seduto al fianco di ciascuno con una matita in mano non da odiare ma da accompagnare semplicemente anche per chi proprio il disegno non sa dove abiti; grazie a Silvia e Sualzo, per l’amore al bello, per la profondità degli abissi da cui vedere meglio le cose, per il rispetto dei personaggi mai uguali a loro stessi, per l’amore alla vita che si traduce osmoticamente nell’arte e nel lavoro e grazie perché ogni libro che abbiamo regalato a ciascun ragazzo e ai loro professori è stato personalmente autografato dagli autori; grazie a Giulia Brufani e al professor Vaccaro, Dipartimento di Chimica dall’Università di Perugia per aver raccontato e tradotto in maniera concreta ed efficace la passione per la ricerca così lontana dai più; grazie ad Alessio Perniola, del gruppo di giovani divulgatori scientifici di Multiversi, che scoppiando o bucando un palloncino, anche con l’ulteriore difficoltà della connessione Skype che “crashava” (termine tecnico da me imparato grazie ad uno dei nostri piccoli ma geniali abitanti del villaggio), è riuscito a spiegare i principi della fisica. Grazie al “povero” giardiniere incontrato a MARSCIANO, con il supporto dei volontari del progetto Ben’Essere, della Fondazione Comunita Marscianese (altro progetto con cui siamo diventati “amici” per merito del Bando Idee Welfare 2018 e della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia), che ha tentato di far piantare qualche piccola pianticella nell’area dell’orto botanico di cui la Fondazione si sta prendendo cura in maniera encomiabile; grazie infine a Tommaso Vicarelli, di Weedea Communications Coding & Lab, che ha intrattenuto i ragazzi su temi a loro certamente più noti ma che necessitano di grande professionalità, serietà e approfondimento per essere affrontati a dovere.

Infine, si può chiedere ai genitori, per due sere di fila, di venire a cenare insieme a noi e ai propri figli in Abbazia, per condividere parte di questo percorso, assolutamente poco significativo senza il nucleo  necessariamente più stabile e solido dell’alleanza educativa in atto tra loro, la scuola e noi? Si si può. Grazie quindi a tutti i genitori che sono stati presenti e a chi non ha potuto ma sempre ha accompagnato, anche con grandissimi sacrifici, i propri figli e nipoti. Grazie alla Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Pg 1, dott.ssa Bertellini, e a tutto il corpo docente, per aver approvato il progetto, per averlo accompagnato, sostenuto, incoraggiato e non ostacolato ai ragazzi. Sapranno certamente i giovani stessi restituire loro la bontà o meno di ciò che hanno vissuto; non servono parole. Grazie al Ristorante Beccofino di Norcia che è venuto fino a Perugia a deliziare genitori e ragazzi con le proprie prelibatezze. Uno staff di famiglia, giovane, appassionato e sincero che ci ha conquistato con la semplice ma raffinata bontà dei suoi piatti e la bellezza della propria storia e con il quale abbiamo deciso di collaborare, accanto al nostro catering quotidiano e ormai istituzionale tanto è collaudato del Consorzio il Bove 2, perché l’amore al proprio territorio, alla rinascita e alla ricostruzione crediamo sia una strada di gesti concreti vicini e dentro i territori, proprio come ci ha insegnato la Fondazione Cassa di Risparmio in questo percorso formativo. Ci sono episodi vissuti con i ragazzi, visti negli occhi dei genitori, sbirciati dalla finestra all’uscita con i figli abbracciati ai nonni, che ci hanno commosso profondamente ma che teniamo stretti e nascosti come tesori preziosi ad allargare il cuore perché possa essere pronto a giocarsi di nuovo nella sfida educativa che il 28 ottobre ricomincia per altre due classi!!!