DUC IN ALTUM ON AIR

Grazie ad Umbria Radio e in particolare a Mariangela Musolino, che ci ha concesso uno spazio nella trasmissione da lei condotta, GOCCE DI CARITÀ,  Duc in Altum ha avuto la possibilità di essere raccontato in radio perchè a Perugia e in l’Umbria si possa conoscere la strada di welfare di comunità a servizio delle giovani generazioni intrapresa dall’Abbazia Giovane di Montemorcino, grazie al sostegno e al percorso di co-costruzione e monitoraggio con la Fondazione Cassa di Risparmio. Una goccia di bene a servizio del territorio che speriamo possa attivare buone prassi e processi partecipativi efficaci per la crescita integrale di bambini, ragazzi e giovani. Cosa ascolterete?

1- Duc in Altum: che cosa è

2- Duc in Altum: azioni intraprese

3- Duc in Altum: la Teens-Week

4- Duc in Altum: sinergie virtuose, l’esperienza di Terzo Sapere

5- Duc in Altum: le forme di comunicazione

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La Conferenza Stampa in 10 punti

Dopo la conferenza stampa di mercoledì scorso ci siamo presi qualche giorno per lasciar sedimentare le riflessioni e gli input che relatori e ospiti ci hanno consegnato come semi da piantare e traiettore da seguire nel cammino da percorrere con questo progetto a servizio della nostra comunità territoriale. Ne è uscito un DECALOGO:

  1. La descrizione di Mons. Giulietti: un progetto di orientamento per giovani delle scuole secondarie, basato su incontri significativi ed esperienze da vivere in un ambiente educativo residenziale (UNA GITA AL FUTURO, per crescere verso il futuro; un progetto pensato dalla Pastorale Giovanile di Perugia, raccogliendo le istanze del Sinodo per un servizio ai giovani che non sia l’evento mediatico o d’intrattenimento ma sia un ACCOMPAGNAMENTO ALL’ADULTITA’, A TROVARE IL PROPRIO POSTO NELLA SOCIETA’   INTERVISTA GIULIETTI 
  2. Uno sguardo al territorio: grazie a don Simone Sorbaioli, che a nome della Fondazione Carlo Caetani della Fargna ci accoglie a Città della Pieve, capiamo che l’Oratorio Beati Fanciulli può essere un’altra base di appoggio del progetto a favore del territorio pievese, delle scuole che insistono sul bacino del Trasimeno e per una comunità cittadina che ci ha ospitato con grande partecipazione e con cui speriamo di crescere insieme.
  3. La lungimiranza della Fondazione Cassa di Risparmio. La dottoressa Monni ci invita ad essere sentinelle che possano intercettare istanze, criticità ma anche opportunità da cogliere nel territorio, per diventare fari che illuminino una strada da percorrere insieme e da replicare, perchè il bene non è mai geloso ed ama essere imitato. Insieme e accanto agli altri progetti vincitori del bando siamo chiamati ad essere precursori di un nuovo modo di vivere la progettazione sociale per portare semi di speranza nel welfare di comunità.
  4. La verità di chi insegna e conosce i ragazzi. Al professor Contu dobbiamo la gratitudine per averci tolto il velo dagli occhi. Se non noi chi? Perchè se i genitori, i docenti e gli educatori abdicheranno al proprio ruolo, sarà necessariamente qualcun altro ad insegnare la vita ai nostri figli, ma chi ? A noi la responsabilità e l’onore di offrire a tanti giovani la ricchezza di un ambiente educativo in cui si sentano accolti, amati, stimati e vivi.
  5. La minestra calda e la porta aperta. Filippo Mazzi, psicoterapeuta familiare e nostro amico da sempre, con la passione di chi ha veramente a cuore la vita dei giovani e delle famiglie, ci provoca a puntare in alto, non per dare l’ennesimo servizio ma per svegliare il desiderio dei ragazzi, perchè il desiderio non si autogenera dentro di noi, ma cresce per attrazione nella relazione.
  6. Non somministriamo cure ma viviamo la relazione. Dalle settimane residenziale non dobbiamo aspettarci di dare risposte lavorative, di proporre cure, di presumere di conoscere l’infinito mistero del cuore di ogni ragazzo; dalle settimane residenziali dobbiamo pretendere di instaurare una relazione, di offrire un’esperienza, di attivare una comunità, di risvegliare il desiderio e il cammino di crescita condivisa.
  7. Aperti alle strade che si apriranno davanti a noi….si parte subito con l’interessamento dell’Istituto Comprensivo Pg 1 per un percorso di orientamento da proporre ai ragazzi delle secondarie di I grado e, contestualmente, con un’offerta gratuita di accompagnamento allo studio per i giovani maturandi, grazie alla proposta e all’impegno di Francesca Ragnacci, moderatrice della conferenza stampa come animatrice di comunità del Progetto Policoro e Martino Tosti, responsabile del progetto Starcup 2019
  8. GITE AL FUTURO. Per non dimenticare mai il cuore pulsante del progetto e perchè le scuole possano prenderlo in carico, al termine di questo percorso, come vera ed efficace proposta di orientamento. Se una scuola può proporre una gita scolastica fuori porta, con un budget di spesa anche considerevole, perchè non può proporre una gita, magari più vicina, ma che possa spingere i ragazzi alla scoperta del proprio futuro?
  9. “TU VALI, perchè non è vero che siamo tutti utili e nessuno indispensabile”. L’esperienza di Errico Piselli ci invita a rivolgerci ai piccoli protagonisti di questo progetto con lo sguardo del padre verso il figlio unico, perchè ciascuno di noi si senta stimato come un figlio unico
  10. 3886246848 Salva il contatto e mandaci un sms. Ti inseriremo nella nostra lista broadcast per avere continui aggiornamenti sullo stato del progetto, sulle proposte, le iniziative e le opportunità. Usa questo numero per chiamarci ed inviarci consigli, non vediamo l’ora di risponderti.

IL VILLAGGIO EDUCANTE APRE I BATTENTI

Viviamo in un tempo in cui troppo spesso gli adulti, di fronte al rischio proprio del compito educativo a cui sono chiamati, annaspano faticosamente nella confusione e nella paura, come se non si sentissero all’altezza del ruolo che necessariamente compete loro e cercassero disperatamente di delegare ad altri la propria responsabilità o la vivessero con distrazione ed eccessivo disimpegno. La paura, la disillusione, il senso di colpa o semplicemente l’immaturità fanno sì che a volte gli adulti si preoccupino dei propri figli ma non se ne prendano cura consapevolmente e responsabilmente, con uno sguardo d’amore e di stima sulla vita e per la vita. Ecco allora che il passaggio di testimone di generazione in generazione si traduce, al più, in un mero e poco significativo groviglio di cose da fare, attività con cui riempire il tempo, nozioni da imparare, senza  una relazione educativa che sostanzi con l’esempio e la testimonianza il necessario e doveroso accompagnamento alla crescita. I giovani ci spaventano a tal punto da correre il rischio di abdicare al nostro imprescindibile ruolo educativo di adulti, oppure, d’altro canto, ci trovano arresi allo sforzo che implica lo spendersi per essi.  L’esperienza che invece noi abbiamo maturato in anni di servizio, vicinanza e accompagnamento alla crescita di tanti ragazzi nelle nostre associazioni di promozione sociale, negli oratori, negli ambienti educativi formali ed informali di cui è espressione il partenariato di progetto, è che ciascun giovane, anche il più silenzioso, il più apparentemente immotivato, scettico, svogliato, incredibilmente astioso o ingestibile, ha “un punto accessibile al bene“, come diceva San Giovanni Bosco: individuare questa corda sensibile e farla vibrare significa offrire a ogni ragazzo l’opportunità di crescere, vivere, ricominciare con gioia in una rinnovata consapevolezza di se stessi e del mondo che lo circonda. Quindi i protagonisti di questo progetto saranno i ragazzi o i loro genitori ed educatori? I protagonisti saranno indiscutibilmente i giovani ma perchè essi stessi ci aiutino a comprendere, come adulti, che i ragazzi non fanno paura e che se anche appaiono reticenti alla vita, inadeguati, disillusi, incapaci di guardare al futuro e di scegliere seriamente, in realtà stanno solo aspettando che qualcuno gli dica ” tu vali, noi contiamo su di te, mostraci la bellezza del talento chiuso nel cassetto del tuo cuore e permettici di aiutarti a mostrarlo al mondo, prendi il largo, DUC IN ALTUM!!!

Tante attività, strumenti, iniziative, opportunità per i giovani, per le famiglie, per le scuole e per le realtà lavorative del territorio, saranno l’occasione di sperimentare una nuova forma di welfare di comunità in ambito educativo a Perugia: intorno al villaggio educativo creato nella struttura dell’Abbazia Giovane di Montemorcino si passeranno il testimone tante classi delle scuole secondarie di I e II grado per vivere settimane residenziali in cui affrontare il tema dell’orientamento allo studio e al lavoro in una maniera del tutto nuova per il nostro contesto sociale, in un ambiente educativo informale, in cui i docenti siano affiancati da altre figure educative per riuscire a rinsaldare la rete tra scuola e famiglia, favorendo e sostenendo un’alleanza a servizio della crescita integrale di ciascun ragazzo. Consapevolezza, stima di sé, capacità di riconoscere il proprio talento, desiderio di mettersi alla prova: queste alcune delle parole chiave che caratterizzeranno la permanenza dei giovani in abbazia, accanto alla scoperta del territorio e delle realtà lavorative oggi operanti in questo contesto sociale ma con uno sguardo attento alle prospettive e ai possibili scenari di un futuro mai troppo lontano.

La conferenza stampa e incontro pubblico di presentazione si terranno a Città della Pieve, sede della Fondazione Carlo Caetani della Fargna, che ringraziamo sentitamente perchè, in linea con i propri fini istituzionali, ha creduto all’ idea tanto da impegnarsi anche economicamente per noi.

Hanno aderito al progetto  in forma istituzionale l’Istituto Comprensivo Pg 12 e Pg 15, l’Istituto Tecnico Tecnologico A. Volta e il Polo didattico Donati Ticchioni; a cui si aggiungono come partner il Comitato regionale ANSPI Umbria, il Comitato zonale ANSPI Perugia, Pepita Onlus, Consorzio Francesco’s Ways, la Diocesi di Perugia-Città della Pieve, Perugia per i Giovani Onlus, il Progetto Policoro e il Dipartimento Giustizia Minorile per la Toscana e per l’Umbria del Ministero della Giustizia, che ci sta accompagnando con grande volontà e impegno nel mettere a punto le azioni indirizzate ai ragazzi seguiti dai servizi o a rischio abbandono scolastico.

L’occasione della conferenza stampa ci consente pubblicamente di ringraziare la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia per lo sguardo profetico e il grande impegno economico e di forze messo in campo nel Bando Idee Welfare 2018.

Maggiori informazioni sul progetto sono scaricabili su:

https://www.abbaziagiovane.it/progetto-duc-in-altum/conferenza-stampa/

Invito:

https://www.abbaziagiovane.it/wp-content/uploads/2019/02/INVITO-CONFERENZA-STAMPA.pdf

Don Luca Delunghi

Presidente ANSPI Abbazia Giovane Montemorcino