NOMI, COSE, CALZINI….. LE REGOLE DEL NUOVO GIOCO DI MARCO CATTANEO by SKY SPORT

PARTECIPANTI: 2 oppure +

COSA SERVE: Velocità, un foglio e un penna

COME SI GIOCA: Zoom, WhatsApp, Facetime, Skype 

GENERE: tra la maratona e la caccia al tesoro 

DIFFICOLTA’: +

DURATA MEDIA: 15 minuti

PREPARAZIONE

Mettetevi in un punto di casa vostra dal quale potete raggiungere in poco tempo e rumorosamente tutti gli altri locali: sono dunque sconsigliati il piano alto del letto a castello (perdereste troppo tempo a scendere), lo sgabuzzino in fondo al corridoio (troppo lontano dal resto della casa), la camera da letto dove sta dormendo il vostro fratellino (fareste strillare lui, e forse anche la mamma!).

Poi accendete il computer, e video-chiamate l’amico con cui volete giocare, o i vostri amici, se siete in tanti. Occhio all’inquadratura: non dev’essere troppo stretta su di voi, perché deve permettere alla telecamera di inquadrare tutti gli oggetti che accumulerete nel punto in cui vi trovate.

Avete capito bene: in questo gioco dovrete cercare il maggior numero possibile di oggetti in giro per la casa (e in pochissimo tempo, dunque correndo alla velocità della luce) per poi ammucchiarli sul tavolo, in modo che tutti gli altri giocatori possano vederli.

Ma torniamo a noi, dicevamo: prendete il foglio che avete con voi, e dividetelo in quattro parti uguali, scrivendo: “Salotto” sul primo, “Cucina” sul secondo, “Cameretta” sul terzo, “Bagno” sul quarto (non è necessario che ognuno dei giocatori abbia i quattro foglietti con sé: è sufficiente che li abbia uno solo di voi, che d’ora in poi per comodità chiameremo “Quello che ha i 4 biglietti”)

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Aperta Parentesi: Nel caso dovesse servirvi, tenete un altro foglio di fianco a voi (ne basta uno per tutti i concorrenti) sul quale scrivere il punteggio dopo ogni mano della partita (ma volendo, se avete abbastanza memoria e ci tenete all’ambiente, agli alberi e alle foreste, potete tenere il punteggio a mente, o segnarvelo sul palmo della mano)

Consiglio: indossare la maglia numero 10 del Barcellona, quella di Leo Messi, non vi renderà scattanti e agili quanto lui, ma vi permetterà comunque di correre liberamente, o almeno più liberamente che con la camicia della comunione e i pantaloni di velluto addosso: quindi mettetevi comodi, che c’è da sudare.

Altro consiglio: con le infradito, o le ciabatte, si corre male. Quindi: o vi muovete a piedi nudi, o con le antiscivolo (mai con le calze normali, se non volete andare lunghi nella curva tra il corridoio e il bagno, e finire contro l’affettatrice)

Ultimo consiglio: se dovete andare in bagno, fatelo subito. Questo è anche un gioco di velocità, quindi non avrebbe senso interrompere una ricerca per andare in bagno a fare pipì.

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GIOCO

A turno, ogni giocatore “pesca” una lettera e sceglie il locale in cui cercare gli oggetti, sorteggiando tra i quattro foglietti (Se solo uno di voi li ha, sarà proprio lui, “Quello che ha i 4 biglietti”, a pescarne uno e ad aprirlo, ma solo dopo che sarà stata scelta la lettera).

In che senso, come scegliere la lettera?

Esattamente come quando fate la conta ai giardinetti, o in cortile durante la ricreazione: uno ripete l’alfabeto sotto voce, e l’altro a un certo punto gli dice “Stop”, e allora la lettera scelta sarà quella su cui si è fermato.

Esempio (ma davvero serve un esempio???): se io dico A-B-C-D-E–F e a quel punto il mio amico urla “STOP”, la lettera scelta sarà l’ultima pronunciata, cioè la “F”. Solo in quel momento uno degli altri concorrenti, a scelta, o “Quello che ha i 4 biglietti”, svelerà in quale locale della casa si dovranno trovare più oggetti possibile che inizino con quella lettera, e dopo un massimo di 100 secondi (ma potete anche fare di più, o di meno, se preferite) accatastarli sul tavolo.

PUNTEGGIO

Ogni oggetto originale, cioè scelto e trovato soltanto da uno dei giocatori, vale 10 punti. Se due giocatori hanno invece scelto lo stesso oggetto (ovviamente, non proprio stesso stesso, nel senso che uno scopino del water rosso vale esattamente come uno scopino del water a forma di margherita, perché sono due scopini del water, e non conta che abbiano una fantasia diversa!) allora gli oggetti valgono la metà, cioè 5 punti

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ESEMPIO

Immaginiamo che al gioco partecipino Carlotta, Caterina e Ervin.

Carlotta ha la casa piena di fogli, e sceglie di essere “Quella che ha i 4 biglietti”. Scrive su un foglietto “Salotto”, su un altro “Cucina”, e sugli ultimi due “Cameretta” e “Bagno”.

Essendo già lei “Quella che ha i 4 biglietti”, lascia a Caterina ed Ervin il sorteggio della lettera. Caterina ripete così sottovoce l’alfabeto, fino a che Ervin dice “Stop”, Caterina si ferma, e annuncia a tutti che la lettera con cui giocheranno è la “S”.

A quel punto Carlotta, o meglio “Quella che ha i 4 biglietti”, pescherà a occhi chiusi tra i quattro bigliettini, aprirà il suo, e leggerà: “Cucina”

Questo significa che Carlotta, Caterina ed Ervin, in 100 secondi (può contare ad alta voce uno dei tre, o ci si può aiutare con un cronometro, o col telefonino) dovranno cercare, in cucina, il maggior numero possibile di oggetti che inizino con la “S”.

Attenzione: se qualcuno di voi ha lasciato la felpa in cucina, o una carota in camera da letto, o un calzino sul divano, non vale: la Carota, ad esempio, viene considerata un oggetto da cucina, anche si trova sotto il cuscino del letto!

98, 99, 100!

Dopo 100 secondi si torna davanti allo schermo, e si mostrano gli oggetti recuperati nel frattempo.

Ipotesi: Carlotta recupera in cucina un salame e uno schiaccianoci, Caterina nove scodelle, Ervin una salsiccia, uno spazzola per i capelli, una spugnetta, uno schiaccianoci e la salsa di noci.

Andiamo con ordine: Carlotta si prende 10 punti per il salame (è stata l’unica a pensarci, o a trovarlo) e altri 5 per lo schiaccianoci (è stata una bella idea, ma l’ha avuta anche Ervin). Caterina guadagna invece 10 punti (e non 90), perché è vero che è stata l’unica ad aver pensato alle scodelle, ma più oggetti dello stesso tipo non garantiscono più punti, e quindi che siano 9 o una sola, il punteggio non cambia. Infine, Ervin: si prende 10 punti per la salsiccia, nessuno per la spazzola per i capelli (era in cucina, è vero, ma non è un oggetto da cucina: qualcuno l’avrà dimenticata lì), 10 per la spugnetta, 5 per lo Schiaccianoci (idea condivisa con Carlotta) e altri 10 per la Salsa di Noci.

Chi ha un foglio, scrive il punteggio di ognuno. Chi ha parecchia memoria, altrimenti, se lo tiene a mente. E poi si riparte, con un’altra lettera.

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VINCITORE

Vince chi ottiene più punti: decidete voi se volete fare tutte le 21 lettere dell’alfabeto, o fermarvi quando si arriva a 200, a 300 o 500 punti, oppure continuare fino a quando ne avete voglia. L’importante è che decidiate tutti insieme, e non chiediate di finire il gioco solo perché siete in vantaggio voi!

COME CI SI ALLENA

Serve grande preparazione fisica, per questo gioco. Non è infatti detto che siate in grado di raggiungere tutti gli oggetti che vi vengono in mente, o che vedete, e dunque sarebbe un vero peccato non riuscire ad afferrare il vasetto con la patata americana che sta germogliando sopra il pensile della cucina, solo perché non saltate abbastanza in alto.

Quindi: esercizi, al mattino. Saltate, a piedi uniti, a piedi larghi, una volta a piedi uniti e una a piedi larghi. Ma soprattutto, esercitatevi sulle sterzate: l’aspetto più importante di questo gioco è infatti la capacità di curvare improvvisamente, ad angolo retto, anche su pavimenti molto scivolosi, sul parquet, sul marmo con la cera. Serve dunque una grande capacità di controllo dei piedi (sapete sciare? Avete presente come fate con gli sci a fine discesa, quando arrivate a valle, e li mettete di traverso per frenare? Bravi, esattamente così, anche se in quel caso si alza la neve, mentre qui dovete cercare di non alzare la moquette)

Consiglio: se non riuscite a curvare con la tattica dei piedi-sci, aiutatevi con le mani (meglio indossare dei guanti), con le quali potrete aggrapparvi in corsa a quello che trovate, che sia una libreria, o un cactus (ecco perché i guanti), o un appendiabiti, o la mamma che passa di lì (verificate che sia qualcosa di solido, e stabile, e che sia lui a tenere su voi, e non lui a cadere con voi)

Ok, la preparazione atletica è a posto? Perfetto, ora vi serve solo una discreta conoscenza delle parole: sapete come si chiama l’aggeggio con cui si tolgono i peli dai maglioni, che si trova nell’armadio in camera? O quello strumento che papà lascia nel secondo cassetto in bagno, che usa per strapparsi le pellicine (bleah) dai piedi?

Straordinario, bravi: più parole conoscete, più possibilità avrete di vincere.

Ah, ps: evitate, come ha fatto qualcuno di mia conoscenza, di ordinare nel frigorifero gli oggetti in ordine alfabetico, mettendo l’Ananas di fianco alle Acciughe e agli Asparagi, per trovare tutto e subito: è meno divertente, e poi l’Ananas la sera puzzerebbe di Acciughe!

IL VILLAGGIO EDUCANTE IMPARA DALL’ESEMPIO DEGLI ALTRI E DELLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI PERUGIA

La prossima settimana ci aspetta un nuovo appuntamento nel cammino di formazione insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio e agli altri progetti del bando WELFARE IDEE 2018 e 2019: occasione preziosa per interrogarci sulla strada percorsa e su quello che ci attende.

Che cosa abbiamo realizzato fino ad oggi che non era a programma, ma che ha permesso di “ricontestualizzare” il progetto e le sue finalità nell’emergenza?

Abbiamo spostato l’asse dall’obiettivo di orientamento allo studio alla cura educativa dei ragazzi già conosciuti nel primo anno di progetto.

Come ?

  • Servizio di messaggistica quotidiano alle famiglie
  • Implementazione dei contenuti educativi e di formazione nel sito internet
  • Realizzazione di video motivazionali e di accompagnamento educativo per i ragazzi e i genitori
  • Organizzazione e promozione di un servizio di sportello telefonico per genitori in difficoltà TU CHIAMA
  • Apertura di un canale youtube in cui raccogliere e condividere tutti i contenuti multimediali
  • Apertura da parte dell’Istituto Comprensivo Pg 1 di un’aula virtuale espressamente dedicata al progetto nella piattaforma usata per le lezioni in modo che potremo svolgere attività con i ragazzi in orario extrascolastico e in forma autonoma.

Scoperte e apprendimenti: quali risorse, collaborazioni, intuizioni inaspettate stanno emergendo ed è importante “tesorizzare” per proseguire nelle azioni?

  • La possibilità di abbattere i costi utilizzando anche strumenti digitali disponibili gratuitamente in rete
  • L’immediatezza e l’efficacia del web meeting come strumento per facilitare le riunioni dell’equipe e la conoscenza di soggetti terzi, instaurando in maniera veloce e fruttuosa nuovi rapporti di collaborazione
  • L’opportunità di utilizzare il tempo prezioso che l’isolamento sociale ci ha fatto vivere per cercare, studiare, conoscere tante nuove vie di relazione, da replicare a servizio dei nostri destinatari di progetto
  • L’apertura di un’aula virtuale a nostra disposizione nella piattaforma della scuola, anche se non sarà mai equivalente a una relazione educativa in presenza, può costituire una via per svolgere una parte delle attività con i ragazzi da tenere in considerazione, quando si conosceranno le nuove modalità di riapertura delle scuole stesse

 

DUC IN ALTUM: “LA NOSTRA PARTITA” Il Coronavirus spiegato ai bambini

“Tireremo un calcio anche al virus e vinceremo noi”

Un piccolo libro per raccontare ai bambini attraverso la metafora del calcio come affrontare e battere il coronavirus. Si chiama “La nostra partita” ed è un volume realizzato dal giornalista di Sky Sport Marco Cattaneo, in collaborazione con l’agenzia letteraria Book on a Tree, per raccontare ai più piccoli, attraverso la metafora del calcio, come tutti insieme possiamo sconfiggere il coronavirus. Con tanti giochi e attività per divertirsi restando a casa per bambini dai 5 anni in su.

Quella contro il coronavirus è una partita strana: non l’avremmo mai voluta giocare e non sappiamo quanto durerà. L’avversario è forte e aggressivo, e per batterlo servono sacrifici, determinazione e coraggio. Ma dare un calcio al virus è possibile. Basta combattere uniti e seguire le regole, proprio come una grande squadra. Finchè non “torneremo ad abbracciarci, uno stadio intero, un pianeta intero

 “La nostra partita”è scaricabile gratuitamente come e-book sulle piattaforme digitali Google, Apple, Kobo e Amazon:

AMAZON (scarica qui)

KOBO (scarica qui)

GOOGLE (scarica qui)

APPLE (scarica qui)

Marco Cattaneo è un giornalista sportivo. È conduttore e telecronista per Sky Sport, in passato ha condotto programmi di calcio per bambini su Disney Channel. È coautore con Alessandro Costacurta della serie di libri sul calcio per bambini “Zio Billy e i suoi amici”, pubblicati da Salani:

Il calcio e lo scolapasta

Il calcio e la bicicletta scomparsa

 

Marco Cattaneo tornerà a maggio in libreria per Rizzoli con “Sfidare il cielo- Le 24 partite che hanno fatto la storia”. La storia dell’Europa dal 1870 a oggi, raccontata con umorismo e passione attraverso 24 partite di calcio. Come spiega ai suoi studenti il professor Osvaldo, nel primo di questi racconti, “la storia del calcio è importante: conoscerla significa conoscere molto altro, del mondo e della vita”. E soprattutto del luogo in cui questo sport e tutti noi siamo nati: l’Europa. Un continente e molto di più, il cuore della nostra cultura, di ciò che siamo.
E di vicende, di personaggi, di emozioni da raccontare, in più di un secolo di Storia del calcio e dell’Europa, ce ne sono tanti. C’è l’entusiasmo di Edoardo Bosio, che nel 1877 tornò dall’Inghilterra innamorato del football e decise di fondare la prima squadra italiana, a Torino. E poi il genio di Frederick Pentland, l’inglese trapiantato in Spagna che alla fine degli anni Venti rivoluzionò il modo di giocare dell’epoca, sperimentando tra i primi il “tiqui taca”. Ci sono il coraggio e l’orgoglio dell’austriaco Matthias Sindelar e dei giocatori ucraini dell’FC Start che, durante l’occupazione nazista, osarono sfidare gli uomini di Hitler, pagando con la vita. C’è la paura per la bomba lanciata in campo, e per fortuna mai esplosa, durante la partita Verona-Juventus, quando l’Italia attraversava i sanguinosi anni di piombo. Ci sono le rivincite e i risultati della lotta ai pregiudizi razziali, ottenuti dalla multietnica nazionale francese che vinse la coppa del mondo nel 1998 o con le lunghe battaglie di Nelson Mandela, che dobbiamo ringraziare anche  per il primo mondiale organizzato in Africa, nel 2010.Ma ci sono pure le persone comuni: Espelancia, Simon, Jack, Andrea, Jussi, Luc… Giovani tifosi di ieri di oggi, arbitri e allenatori di piccole squadre, giocatori amatoriali, raccattapalle della domenica, che rappresentano un po’ tutti noi: donne, uomini e ragazzi di ogni angolo d’Europa, accomunati da un’unica grande passione, quella per lo sport del calcio.
Marco Cattaneo, mescolando realtà e un pizzico di fantasia, racconta ai ragazzi la storia del calcio e dell’Europa dal 1870 a oggi, attraverso ventiquattro partite indimenticabili.

 

Gli altri contributi come disegnatore, scrittore e giornalista in questo tempo sospeso che può darci l’illusione di toglierci tutto ma non può toglierci l’amore e la passione del bello e del buono…

DUC IN ALTUM: PROGETTARE UNA SMART CITY? A PERUGIA DA OGGI LO FANNO I GIOVANISSIMI

“SCUOLA DIGITALE TIM” approda a Perugia all’Istituto Comprensivo Pg 1 e in due settimane ha coinvolto 225 ragazzi delle scuole secondarie di I grado di Elce e Colle Umberto, grazie alla preziosa e lungimirante disponibilità della Dirigente e delle professoresse che ci hanno aperto le porte delle loro classi con grande fiducia, altissima collaborazione e attenta supervisione: 9 laboratori di 2 ore ciascuno in altrettante classi scelte dalla prima alla terza media.

Che cosa è SCUOLA DIGITALE TIM? Un progetto promosso da TIM in collaborazione con Codemotion Kids per la promozione dell’educazione tecnologica nelle scuole secondarie di I grado, verso una corretta educazione digitale, l’uso consapevole delle diverse forme di tecnologia digitale e del web, con lìintroduzione di elementi utili al tema della sostenibilità ambientale.Il progetto nasce nell’ambito del protocollo d’intesa  siglato da MIUR e TIM,già in atto dal 2010 e più volte rinnovato fino all’ottobre 2019, avente per oggetto le “Azioni di collaborazione e accompagnamento alla trasformazione digitale delle scuole”, nel quale  TIM intende rilanciare il proprio impegno per favorire la diffusione della cultura e dell’educazione digitale nel settore dell’istruzione e della formazione, nonché dei diritti e opportunità offerte dalla cittadinanza digitale, a favore di tutti i cittadini e, in particolare, delle nuove generazioni, mettendo a disposizione le proprie strutture e la propria capacità operativa anche attraverso l’adozione di misure pilota di supporto alle istituzioni scolastiche in grado di diventare disseminatori di esperienze digitali innovative e di buone pratiche, riconoscendo alle scuole il ruolo di “crocevia dell’innovazione” all’interno delle stesse comunità locali in cui operano. Il MIUR, dal canto suo, si impegna a  concorrere al raggiungimento delle finalità perseguite, con particolare riferimento ai processi di innovazione didattica e digitale della scuola;  favorire la partecipazione delle istituzioni scolastiche e dei docenti dell’intero territorio nazionale interessati, nei limiti dell’autonomia scolastica;  monitorare gli esiti delle iniziative per garantire la verifica in itinere ed ex post in termini di azioni intraprese e risultati raggiunti.

Che cosa si è fatto nei laboratori in queste settimane? Insieme ai ragazzi, che si sono tutti messi in gioco con grande creatività, partecipazione e interesse, abbiamo parlato delle opportunità offerte dalla tecnologia digitale ma anche dei rischi connessi ad un uso improprio e irresponsabile dei moderni strumenti che spesso inconsapevolmente ci troviamo ad utilizzare; insieme siamo arrivati a scoprire come si innesca e su che cosa si attiva il pericoloso rischio delle dipendenze legato al mondo dei social e, sempre ragionando insieme, siamo giunti alla conclusione che lo “strumento digitale per eccellenza” che noi abbiamo a disposizione è il nostro cervello, concentrato di creatività, intelligenza, potenzialità inespresse, talenti da coltivare, pensieri da tradurre in atto, abilità da accrescere, grazie all’esercizio di soft skills e nell’applicazione del pensiero computazionale, lungo la strada che li condurrà all’età adulta.

Perchè mettere di nuovo i ragazzi davanti al pc, se già ci passano tanto tempo? La piattaforma online su cui i ragazzi si sono esercitati è un insieme di strumenti educativi basati sul “visual coding”, per muovere i primissimi passi all’apprendimento della programmazione e dei concetti di logica e pensiero computazionale in modo divertente e accattivante:  un ambiente di sviluppo creativo software (declinato in due diversi playground) in grado di far apprendere agli studenti nuove skills grazie alla creazione di simulazioni realizzate da loro in autonomia con il visual coding.   Codemotion Kids! è il partner di progetto che, attivo dal 2013 nella formazione tecnologica per giovanissimi, è ad oggi la più grande Scuola di Tecnologia in Italia per bambini e ragazzi dagli 8 ai 18 anni. Con più di 300 educatori su tutto il territorio nazionale, Codemotion Kids! forma i giovanissimi su tematiche quali il coding, la robotica, il design 2D e 3D, l’elettronica ed il making con l’obiettivo di dare la possibilità a bambini e ragazzi di acquisire competenze trasversali per il loro futuro: pensiero computazionale, capacità di problem solving e di lavoro in collaborazione. In questo la chiave della risposta: ragazzi nativi digitali che rischiano di vivere passivamente l’avvento e l’uso di ogni forma di tecnologia digitale, senza più distinguere la bontà o meno dell’una o dell’altra applicazione, e che, soprattutto, non hanno più in forma naturale e socialmente trasmissibile, alcune abilità e capacità basilari a livello relazionale, di applicazione della logica e della propria intelligenza, possono, attraverso questi nuovi linguaggi di programmazione a loro affini, recuperare le “cosiddette” soft skills: la capacità di mettersi in gioco da protagonisti e in prima persona, la capacità di risolvere problemi più o meno elementari, l’applicazione di un approccio logico e razionale a un problema da affrontare, la tenacia e la volontà di ripetersi in più tentativi, la forza di non mollare ma di impegnarsi per raggiungere un risultato frutto delle proprie capacità applicate.

Veramente si vince qualcosa? … per scoprirlo meglio accedere subito a SHARE THE CODE !!!! AFFRETTATEVI

Quali possibili follow up nelle scuole, per i docenti, per i ragazzi?

L’esperienza vissuta all’Istituto Comprensivo Pg 1 è stata, innanzitutto e prima di tutto, una proficua opportunità di conoscenza, relazione e apertura a nuove forme di vivere la scuola, come ambiente favorevole ad accogliere la gratuità di una proposta che si riempie di significato e valenza tanto più è vissuta in modo relazionale, approfondito e calato nel contesto. La ricchezza di cui i ragazzi di questa età sono portatori è tanto grande quanto spesso celata ma degna di essere scoperta: spesso un approccio di educazione informale che si muove nell’ambito istituzionale dell’istituto scolastico aiuta e supporta il grande operato degli insegnanti e dei dirigenti.  Mentre in uno dei due plessi la dotazione informatica necessaria fosse già assolutamente all’avanguardia e perfettamente gestita dai ragazzi stessi, è stato altrettanto bello, nell’altro plesso, vedere come l’impegno dei docenti e di tutto il personale, abbia contribuito, sulla leva di questa occasione, a perfezionare e strutturare al meglio un ambiente dedicato proprio all’informatica in senso generale. La novità di questa esperienza a Perugia ci auguriamo che apra le porte a nuove sperimentazioni in altrettante scuole, dando la possibilità  ai docenti, liberamente, di accedere agli strumenti della piattaforma https://scuoladigitale.tim.it/ e ai ragazzi di sperimentarsi, esercitarsi e creare giocando, in una città, come la nostra, in cui si sta facendo il possibile da tanti punti di vista, perchè temi come l’ecosostenibilità, la tecnologia digitale, la smart-city non siano solo slogan ma processi veri, realistici e a misura d’uomo.

#IORESTOACASA A VIVERE IL VILLAGGIO EDUCANTE

Un progetto, nella definizione che ne da Wikipedia, consiste, in senso generale, nell’organizzazione di azioni nel tempo per il perseguimento di uno scopo predefinito, attraverso le varie fasi di progettazione. Scopo finale è la realizzazione di un bene o di un servizio. In definitiva, nel caso che gli obiettivi assegnati siano sufficientemente impegnativi e/o critici, per garantire il successo del progetto è necessario disporre di risorse umane adeguate in termini qualitativi e quantitativi, ma anche tecniche e finanziarie, nonché di chiarezza riguardo ai seguenti aspetti: contesto, obiettivi, responsabilità, tempo, costo e qualità. 

Il costo e il tempo sono ovviamente, come tutti gli altri, fattori determinanti che per lo più dipendono da una corretta gestione e organizzazione, oltre a una buona capacità di lettura, interpretazione e rimodulazione di tutte le fasi progettuali laddove accade che risultati inattesi si siano realizzati e gli obiettivi sperati non sono invece stati totalmente raggiunti.

L’anno 2020 si era aperto per il progetto Duc in Altum a gonfie vele, con tante iniziative in cantiere, nuove collaborazioni, tante idee, un pamphlet di eventi e opportunità veramente ricco per più fasce d’età: tanto sudore e tanto impegno ma anche una grandissima soddisfazione nel varcare porte che si stavano aprendo l’una dietro l’altra. Dal 2 marzo a giugno ci aspettava: il convegno con Alberto Pellai, EDUCARE IN UN TEMPO CONFUSO; tre TEENS WEEK (settimane educative territoriali per ragazzi delle scuole secondarie di I grado) di seguito con le classi seconde dell’Istituto Comprensivo Pg 1, due FIRST STEP (settimane educative territoriali per ragazzi delle scuole secondarie di II grado), in collaborazione anche con il Tribunale dei Minori e, nel contempo, tutta la programmazione estiva e autunnale scandita tra Perugia e Città della Pieve.

Tutto si è fermato, sospeso, chiuso. Nessuno di noi può sapere se e quando ripartirà. A noi chiaramente sta solo prendere atto, seguire in maniera diligente e responsabile le linee guida dei decreti ed essere a servizio, proprio come per nostra stessa natura associativa ci viene richiesto. Chiaro è che purtroppo, in questo frangente, il costo e il tempo non sono più fattori così facilmente controllabili e gestibili se non nell’opportunità di rimodulare ancora ovviamente ma solo quando tutto avrà ripreso il normale corso degli eventi. Nel frattempo allora? Il Villaggio chiude? La segreteria si ferma? L’equipe formativa si scioglie? NO, ASSOLUTAMENTE NO

IL VILLAGGIO EDUCANTE SI MUOVE NELL’ETERE E VA A FARE COMPAGNIA A TUTTE LE FAMIGLIE GIA’ CONOSCIUTE E QUELLE ANCORA DA CONOSCERE….

Subito prima del 24 febbraio, la data in cui abbiamo dovuto necessariamente fermare tutte le attività, avevamo preparato già le liste broadcast con cui gestire la comunicazione con tutti i genitori delle classi II delle scuole secondarie di I grado dell’Istituto Comprensivo Pg 1 e avevamo ovviamente archiviato tutte le liste delle classi III già conosciute. Le abbiamo riprese e da oggi la FRECCIA QUOTIDIANA proporrà ai genitori tante possibili attività, iniziative, occasioni e opportunità da vivere in famiglia nel rispetto del tempo dedicato ai compiti e a tutti i nostri doveri e impegni familiari. Saranno tutte raccolte nella sezione LA FRECCIA QUOTIDIANA del nostro sito internet e con esse potrete “contaminare” positivamente tutti coloro che vorrete. Diciamo che apriamo oggi una grande BIBLIOTECA VIRTUALE, fatta di suggerimenti, link, video, libri, insomma, fatta di tanti input per arricchire la relazione educativa con i nostri figli e non solo e non tanto in questo tempo di chiusura forzata, perchè sarebbe oltremodo riduttivo; ma soprattutto per il tempo della normalità che presto tornerà e nel quale, tutti noi genitori, soprattutto, ma anche tutti noi maestri, educatori, animatori e quant’altro, saremo chiamati alla fedeltà di tutte quelle buone prassi attivate in questi giorni !!!!

Uno spazio speciale, in PRIMO PIANO, è per i protagonisti del nostro progetto: i ragazzi. Il loro talento, tra tutti quelli di cui sono archiviati testi, articoli, racconti, libri, invenzioni ed esperimenti, è e deve rimanere in primo piano. Per questo i ragazzi potranno inviarci via mail (ducinaltum.villaggioeducante@gmail.com) oppure su whatsapp (al 3886246848) tutto quello che gli piacerà condividere e che sia utile a tutti: dalla piccola recensione di un libro a un video-tutorial in lingua, da un esperimento scientifico a una ricetta di cucina, da un audio musicale di propria composizione a consiglio utile, da esercizi di ginnastica da fare in casa a una gara di raccolta asparagi da improvvisare lontani ma vicini. Tutto è assolutamente gradito.

La grande ricchezza del tempo che oggi gratuitamente abbiamo, frutterà nei bambini, ragazzi e nei giovani, tanto quanto sapremo garantirla nel frastuono della normalità che presto rivivremo!!!!!

DUC IN ALTUM: PROGETTARE CAMMINANDO INSIEME ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO

Il 2020 si è aperto per il progetto DUC IN ALTUM, UN VILLAGGIO EDUCANTE PER VIVERE LA SCUOLA DA FUORICLASSE, con un calendario ricco di appuntamenti e una visita molto gradita, oppure, se preferite, con un tragitto affollato di tappe e un necessario “pit-stop” di monitoggio mezzi, strumenti e direttrici per non perdere la strada e navigare sicuri verso la meta.

In linea con le prerogative del Bando Idee Welfare 2018, nel quale, sin da subito, i progetti vincitori hanno avuto nella Fondazione Cassa di Risparmio, oltre che il principale ente sostenitore, anche e soprattutto un partner con cui intessere insieme percorsi e opportunità di crescita in un sistema di welfare condiviso, grazie a incontri, formazioni, opportunità di condivisione e momenti di verifica e riflessione, lo scorso 3 febbraio per la seconda volta in un anno la Fondazione è venuta a trovarci a casa nostra, nelle persone della dott.ssa Perugino e della dott.ssa Dodi, consulente esterna per la Fondazione, pedagogista e formatrice in servizi e progetti educativo-sociali. Con il consueto atteggiamento un pò sulla difensiva, tipico di una collaudata mentalità cautelativamente conservativa, in via precauzionale avevamo preparato faldoni su faldoni di documentazione attestante le attività svolte, le prassi, i risultati raggiunti, le vie intraprese, le collaborazioni attivate, i punti forti e poi anche quelli deboli sull’andamento del nostro progetto ad oggi. Un quarto d’ora di formalità, un buon thè, la visita della struttura cuore pulsante del nostro progetto e poi, assodato il necessario espletamento di tutti i passaggi amministrativi di rendicontazione, monitoraggio e rispetto delle linee guida sulla comunicazione e sul corretto funzionamento della parte contabile e istituzionale, ci siamo immersi su quanto più attinente alla capacità di attivazione messa in campo dal progetto ad oggi, sul perchè di quello che ha funzionato o non funzionato, sulle cause, i motivi, le condizioni di fattibilità o di preclusione dell’una o l’altra iniziativa.

I risultati inaspettati e raggiunti e gli obiettivi sperati ma non realizzati ad oggi cosa ci dicono? Quale immagine dell’impatto che abbiamo avuto sul territorio ci restituiscono? Ci sono canali e strade che ancora non abbiamo intrapreso e che potrebbero essere percorribili per le finalità da raggiungere? In fondo il nostro è un progetto educativo o un progetto di orientamento allo studio? Queste sono alcune delle domande che, alla luce di un anno di attività, con ancora davanti un percorso abbastanza lungo per ricalibrare, rimodulare e, se possibile, centrare completamente l’obiettivo, ci siamo posti in quella sede e ancora oggi, tutti i giorni, lavorando e ripensando, gli stessi interrogativi ci danno la misura di quello che siamo e di ciò che vogliamo diventare. Ci piace condividere quanto è emerso perchè le modalità di riflessione utilizzate possano servire a noi ma siano strumento di rilettura e ripensamento anche per chiunque altro si affacci a questa nuova forma di progettazione e co-progettazione sociale, finalizzata a un nuovo welfare di comunità ma, nelle modalità in cui si sta realizzando, essendo essa stessa una nuova forma di welfare di comunità per il nostro comprensorio territoriale.

Partiamo dall’obiettivo più arduo da raggiungere: restituire alla prima periferia di Perugia uno spazio di condivisione, gioco, accoglienza e tempo libero per tutti, giovani e famiglie in particolare. Tale obiettivo era, in sede di stesura progettuale, concatenato alla vitalità e alla rinascita dell’Abbazia come villaggio educante. Quello che ad oggi è stato sicuramente ottenuto è il fatto che l’Abbazia, opportunamente curata, gestita e rigenerata a livello strutturale, nelle pertinenze e nella dotazione di arredi, possa assumere le caratteristiche di un polo educativo, culturale, di aggregazione e formazione giovanile e non solo a servizio della città. Quello che, più probabilmente, andrà invece ripensato e rimodulato è il fatto che possa costituire centro d’attrazione, di svago e per il tempo libero per il quartiere e la comunità locale.

Sicuramente un risultato mai sperato eppure immediatamente raggiunto dal nostro progetto, nelle settimane educative territoriali attivate con l’Istituto Comprensivo Pg 1 per le classi terze delle scuole secondarie di I grado, è stato il coinvolgimento dei genitori dei ragazzi. Ai laboratori a loro dedicati, da vivere in parte da soli e in parte insieme ai propri figli, condotti dagli psicoterapeuti di Co.Me.Te. , sono stati presenti circa l’80% dei genitori, nella metà dei casi sia il padre che la madre, per la quasi totalità delle famiglie rappresentate. Chiedendo ai genitori stessi il perchè di tale partecipazione due sono state le risposte più condivise: il fatto di essere stati invogliati a venire dai propri figli, che sono stati dei perfetti “attivatori” e il fatto che, rispetto a tanti incontri, formazioni, convegni e simili sui temi dell’educazione e della genitorialità, in questo caso, si trattava di laboratori per pochi e vissuti insieme ai propri figli. Grazie alla relazione educativa positiva instaurata dagli educatori di Pepita Onlus, alla presenza, all’accompagnamento e all’attivazione sui ragazzi messa in campo dalla coach Sara Bodio, all’ambiente educativo informale pomeridiano favorito dal contesto dell’Abbazia, alle esperienze in azienda e ai racconti di tanti grandi e piccoli testimoni di una passione lavorativa o di studio in atto, i ragazzi sono stati capaci di rielaborare e riportare a casa il loro entusiasmo, favorendo l’attivazione dei propri genitori. Un plauso personale della segreteria di coordinamento va all’equipe formativa che, ognuna per la sua parte e nelle sue prerogative professionali, passando dall’educatore professionale al coach agli psicoterapeuti, ha saputo collaborare costruttivamente e mai in maniera ostativa proprio a servizio dei ragazzi, della scuola e delle famiglie. Qui si apre un bivio: virare dall’obiettivo prefissato di una proposta educativa per le scuole di approccio informale all’orientamento scolastico e lavorativo per puntare invece sulla strada del percorso educativo condiviso per ragazzi e famiglie?  Proseguire sulla strada tracciata cercando nuove vie di conoscenza, condivisione e sviluppo dell’alleanza educativa anche con gli insegnanti per perfezionare questo prototipo di proposta educativa come possibile forma di accompagnamento in fase di orientamento scolastico?

Quanto il progetto riuscirà a mettere in moto in questo anno rimasto sarà di risposta alla via intrapresa ma intanto ci sentiamo già di dire il nostro grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che, attivando questa forma di monitoraggio, condivisione e formazione in itinere, fattivamente aiuta, sostiene, incoraggia, corregge e riequilibra l’andamento dei progetti, perchè, sempre più e meglio, non siano fine a se stessi ma sappiano incidere positivamente sul territorio, sulla socialità e sull’ambiente in cui sono chiamati a produrre processi di positivo cambiamento.

ESISTE UNA RICETTA PER GENITORI E INSEGNANTI? CON QUALE POSOLOGIA SOMMINISTRARE REGOLE O CONFINI PER RISPONDERE AI BISOGNI EDUCATIVI IN UN TEMPO CONFUSO?

“Educare in un tempo confuso, i bisogni educativi in un contesto senza più regole e confini”, questo è il tema dell’incontro di apertura de LA SETTIMANA DELLA SCUOLA 2020, iniziativa organizzata dalla Diocesi di Perugia-Città della Pieve, Ufficio Educazione e Scuola e Servizio Insegnamento della Religione Cattolica, ormai alla V edizione. Sarà il professor Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Bio-Mediche dell’Università degli Studi di Milano, ad aprire il ciclo di incontri dedicati ai temi educativi che coinvolgono famiglia, scuola, enti locali e soggetti del pubblico e del privato sociale a servizio della crescita integrale delle giovani generazioni, dall’infanzia fino all’adolescenza.

L’Abbazia Giovane di Montemorcino ANSPI, nell’ambito del percorso intrapreso insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia con il progetto DUC IN ALTUM, UN VILLAGGIO EDUCANTE PER VIVERE LA SCUOLA DA FUORICLASSE, a valere sul Bando Idee Welfare 2018, ha deciso di aderire all’iniziativa per la spiccata valenza educativa e culturale della stessa ma soprattutto perchè nel fare rete a sostegno e supporto dell’evento si raggiunga il numero più ampio possibile di persone a cui essa è destinata: dalle famiglie degli studenti che già hanno vissuto la bellezza della condivisione, del dialogo e del costruire insieme ai proprio figli durante le settimane trascorse al “villaggio educante” in Abbazia; ai docenti con cui i ragazzi vivono tante ore al giorno e ai quali è importante dare nuovi strumenti di supporto al ruolo, alla funzione, alla responsabilità e alla relazione educativa da coltivare; fino a tutti gli educatori, animatori, volontari che quotidianamente impegnano il proprio tempo per i più piccoli e a cui è fondamentale dare l’opportunità di maturare in consapevolezza, autorevolezza, conoscenza e gestione di una passione educativa chiamata a crescere dall’improvvisazione alla progettazione.

Il professor Pellai, insignito nel 2004 dal Ministero della Salute della medaglia d’argento al merito della Sanità pubblica, ha pubblicato articoli scientifici su riviste italiane e straniere e più di 30 libri rivolti ad operatori, genitori, insegnanti e ragazzi ( tra i quali Tutto troppo prestoGirl R-evolution, Da uomo a padre e, a quattro mani con Barbara Tamborini, I papà vengono da Marte, le mamme da VenereL’età dello tsunami, La bussola delle emozioni, A song for you ). Negli ultimi anni la sua produzione si è indirizzata a storie e favole per bambini, sviluppando il modello narrativo definito NPO (Narrativa Psicologicamente Orientata). Nel 2001 Radio24- gli ha affidato la conduzione della trasmissione settimanale per genitori Questa casa non è un albergo e il co-autoraggio della trasmissione quotidiana Essere e benessere.

L’incontro è stato pensato e organizzato a servizio di tutte le agenzie educative chiamate a onorare responsabilmente e consapevolmente il compito educativo che gli è stato affidato: famiglia, scuola, soggetti privati e pubblici del sociale e, se vogliamo, ciascuno di noi.

Sono stati gli insegnanti stessi, in prima linea nell’affrontare tutti i giorni le sfide, le criticità ma anche le occasioni e le opportunità che nascono dalla relazione educativa con gli studenti, a chiedere questo incontro perchè spesso loro stessi, i genitori con cui condividono il cammino, le istituzioni, i percorsi rigidamente costituiti, le tappe e le prerogative di un sistema educativo non sempre e ovunque in linea con lo sviluppo fisico, mentale, cognitivo ed emozionale dei bambini e poi dei giovani, sono sostanzialmente impreparati, disorientati o inadatti ad accompagnare dall’infazia all’età adulta questo processo di crescita.

Ecco quindi che l’incontro con un medico, uno psicoterapeuta, un professionista riconosciuto è l’occasione per genitori, docenti e chiunque sia impegnato a servizio dell’educazione e della crescita in età evolutiva, di aprire interrogativi, scoprire bisogni celati da comportamenti incompresi dagli adulti, iniziare a intuire come percorrere nuove vie relazionali, capire dove, come e quando chiedere un aiuto strutturato, lasciare il tempo dell’improvvisazione per quello della ricerca consapevole. Sicuramente non ci sarà una ricetta da seguire, nè una posologia a somministrazione unica e universalmente adatta a ogni tipo di questione educativa aperta ma, altrettanto certamente, cogliere l’opportunità di ascoltare, condividere e confrontarsi sarà di sicuro giovamento per allargare il nostro campo visivo.

L’incontro è aperto a chiunque voglia partecipare con un invito speciale rivolto a tutti coloro che hanno a che fare con queste parole chiave: età evolutiva, educazione, crescita, famiglia, genitorialità, scuola, insegnamento, prossimità, servizi sociali, attualità. Diciamo quindi che dal genitore al nonno, dall’animatore d’oratorio al capo scout, dalla maestra al professore, dall’operatore di strada all’assistente sociale, dal coach al tutor, dallo psicologo allo psicoterapeuta c’è posto per tutti!!

LOCANDINA ALBERTO PELLAI “EDUCARE IN UN TEMPO CONFUSO”

SETTIMANA DELLA SCUOLA

Al via la V edizione de LA SETTIMANA DELLA SCUOLA, indetta dalla Diocesi di Perugia – Città della Pieve e organizzata dal Servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica e l’Ufficio per l’Educazione e la Scuola diocesani. Si è aperta cinque anni fa come occasione di conoscenza e dialogo con il mondo della scuola e si è consolidata nel tempo come opportunità di formazione, condivisione e crescita a servizio di tutti coloro che vivono in prima persona il mondo dell’educazione: studenti di ogni ordine e grado, genitori e famiglie, dirigenti, docenti, educatori, formatori e animatori. L’educazione, ormai da tempo, non è più esclusiva prerogativa dell’una o dell’altra agenzia ad essa deputata, ma è chiamata ad essere ambiente condiviso di una pluralità di soggetti, che solo in un’alleanza costruttiva fondata sul bene comune del singolo e della comunità, può auspicare la crescita integrale e sana delle giovani generazioni. Famiglia, scuola e società civile insieme sono chiamate a questa responsabilità educativa condivisa, onore ed onere da non delegare ma da assumersi come priorità personale e collettiva. La Diocesi di Perugia, nel lavoro organizzativo dei due offici diocesani, insieme ad una rete di soggetti e realtà a loro volta impegnati in ambito educativo, offrirà in tutti gli appuntamenti della Settimana l’occasione e l’opportunità di vivere tanti momenti di alto profilo educativo aperti a tutti coloro che avranno il piacere di parteciparvi.

Lunedì 2 marzo 2020
15:30 – Alberto Pellai “EDUCARE IN UN TEMPO CONFUSO, I BISOGNI EDUCATIVI IN UN CONTESTO SENZA PIU’ REGOLE E CONFINI” Auditorium Capitini
Martedì 3 marzo 2020
15:30 – Don Mauro Angelini “L’UOMO NEL PROGETTO DI DIO: IN CAMMINO VERSO LA PIENA MATURITà IN CRISTO” Hotel Mater Gratiae
Giovedì 5 marzo 2020
15:30 – Massimo Borghesi “IL PENSIERO DI JORGE MARIO BERGOGLIO E LA PROSPETTIVA DI FRANCESCO SULLA CHIESA” Hotel Mater Gratiae
Venerdì 6 marzo 2020
15:30 – CONCORSO PER CORI SCOLASTICI PRESSO AUDITORIUM CAPITINI, CON LA COLLABORAZIONE DELL’ISTITUTO FRESCOBALDI

SETTIMANA DELLA SCUOLA

FIRST STEP .. IL TUO FUTURO AD UN PASSO

Al giro di boa dei progetti Bando Welfare di Comunità 2018 della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, dopo il primo anno di programmazione, organizzazione, preparazione e realizzazione attività per i ragazzi preadolescenti delle scuole secondarie di I grado, DUC IN ALTUM, grazie all’esperienza maturata, alle sollecitazioni raccolte dal territorio e ai bisogni intercettati, getta il cuore oltre l’ostacolo e punta sui giovani adolescenti delle scuole superiori. FIRST STEP è infatti il follow up di quello che in estate e autunno abbiamo vissuto insieme ai giovanissimi tra 11 e 14 anni, un percorso alla scoperta dei propri talenti, all’insegna delle attitudini sbocciate e da coltivare o ancora nascoste da far germogliare, con la novità di vivere in Abbazia a tempo pieno, per una settimana, 24 ore al giorno. L’opportunità offerta ai giovani tra 15 e 17 anni è quella di vivere un’intera settimana all’Abbazia Giovane, conservando l’impegno quotidiano della scuola e dello studio e per il resto del tempo muovendo i primi passi nel mondo del lavoro, alla scoperta del propria realizzazione futura, conoscendo la realtà lavorativa e imprenditoriale di cui è espressione il territorio, confrontandosi con professionisti di ogni settore, avendo a propria disposizione un gruppo consolidato di educatori, tutor, coach e psicologi per essere aiutati a pensare e ripensare il cammino di studio in funzione di un futuro assolutamente prossimo.  Nella relazione educativa informale vissuta a tempo pieno, senza pressioni e aspettative, in un rapporto di stima reciproca, nel totale rispetto dei ruoli e delle competenze, siamo certi, grazie all’esperienza già vissuta, di poter, per un piccolo tratto di strada, accompagnare tanti giovani ragazzi a credere, investire, sognare e camminare concretamente “ad un passo dal futuro”, perchè accrescere la propria autostima li aiuti a tuffarsi con rinnovato impegno e fiducia nello studio e nella vita. Insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, noi stessi siamo cresciuti muovendo nuovi passi di welfare di comunità, intrecciando rapporti di collaborazione inediti, rafforzando la rete di partenariato e scoprendo un tessuto sociale forte e coeso, di grandissima generosità e altruismo, sia tra le realtà aziendali che tra le persone e i professionisti incontrati. In questo nuovo anno di attività che si apre speriamo di mettere a regime e strutturare le proposte e le iniziative già intraprese, forti del consenso, della collaborazione costruttiva e della partecipazione dei dirigenti scolastici incontrati, degli insegnanti coinvolti e delle tantissime famiglie conosciute.

L’appuntamento è al mese di marzo per i ragazzi delle classi seconde della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo Pg 1.

Per tutti i ragazzi tra 15 e 17 anni che frequentano le scuole superiori nel comprensorio del Comune di Perugia e che sono interessati a FIRST STEP, contattateci a ducinaltum.villaggioeducante@gmail.com . Le richieste di iscrizione saranno registrate in ordine di arrivo fino a esaurimento posti.