DUC IN ALTUM: TU CHIAMA … NOI ASCOLTIAMO

“Tu chiama..noi ascoltiamo” è l’iniziativa intrapresa dal progetto Duc in Altum, un Villaggio Educante per vivere la scuola da Fuoriclasse, per rispondere al bisogno di sostegno, vicinanza e supporto che tantissime famiglie possono vivere in questo tempo. Si tratta di un servizio di prossimità e auto-mutuo-aiuto che i nostri partner di progetto, in qualità di professionisti in ambito psicoterapeutico, di mediazione familiare e di coaching umanistico, hanno voluto offrire a tutte le famiglie già conosciute durante lo svolgimento delle attività del Villaggio Educante e, in generale, a tutti i genitori del territorio di Perugia. 

DUC IN ALTUM: LE RICETTE DEL VILLAGGIO: PANCAKE PER AIUTARE IL RISVEGLIO…

Ingredienti:

  • 4 uova
  • 60 gr. zucchero
  • 500 gr. latte
  • 60 gr. olio
  • 2 cucchiaini di aceto
  • 400 gr. farina
  • 1 bustina di lievito
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale

Per la guarnizione

  • crema di nocciola spalmabile
  • caramello
  • sciroppo d’acero
  • frutti di bosco
  • ogni tipo di marmellata
  • panna e frutta fresca
  • …..chi più ne ha più ne metta

 

Assemblare tutti gli ingredienti con l’aiuto delle fruste elettriche nell’ordine indicato. Una volta montate le uova con lo zucchero si possono unire tutti insieme i liquidi e poi tutti i solidi precedentemente mischiati tra loro. L’impasto ottenuto si può far riposare circa mezz’ora in frigo. Nel frattempo si mette sul fuoco una padella antiaderente e si unge con il burro.La fiamma non deve essere molto forte altrimente i pancake si bruciano ma non si cuociono. Con un mestolo si prende l’impasto e si versa nella padella, aiutandosi con il mestolo stesso a stendere l’impasto a forma circolare. La grandezza dei pancake dipende dal tipo e dalla capienza del mestolo usato. Quando vedrete formarsi tante bollicini sulla superficie del pancake è ora di girarlo con l’aiuto di una spatola. Dopo circa 30 secondi di cottura sul lato opposto, il pancake è pronto e si può mettere a raffreddare su carta assorbente, senza sovrapporlo agli altri pancake appena preparati. Man mano che voi continuate a cuocerli, i pancakes raffreddatti si possono spostare su un altro piatto e sovrapporre l’uno agli altri.

 

I pancakes si possono mangiare caldi appena cotti, oppure si possono conservare dentro un contenitore chiuso per un paio di giorni e all’occorrenza riscaldare sulla padella o nel microonde. Possiamo anche congelarli avendo cura di separarli tra loro in modo che non si appiccichino. Per la colazione del mattino basta tirarli fuori dal congelatore la sera precedente e la mattina saranno pronti all’uso… sempre dopo averli un pochino scaldati.

Questo è stato sperimentato e testato come metodo efficace per favorire la sveglia e l’attivazione dei bambini e dei ragazzi in tempo di vita domestica !!!!

ps. la foto è relativa al doppio della quantità delle dosi indicate in ricetta. Con le dosi indicate sopra dovrebbero venire dai 20 ai 25 pancakes a seconda della grandezza.

Buona appetito!!!!!

DUC IN ALTUM: DAL BOH ALLA LEVA: COME SI REINDIRIZZA UNA FORZA?

#iorestoacasa questo è assodato.

#andràtuttobene questo lo DOBBIAMO necessariamente ripetere a noi stessi e ai nostri figli.

Per il resto tutto o moltissimo ci appare davanti come un grandissimo BOH…che è più profondo di un mah, un suono rotondo e grave, cupo, forse anche un pò violento, ridondante, ottuso e un tantino rozzo…si addice perfettamente al clima di questi giorni: il flagello di un bombardamento comunicativo violento e ridondante in cui la qualità dell’informazione seria di alto profilo fatica a farsi largo, la gravità della vera, sicura e certa emergenza sanitaria e non solo, l’ottusità e la superficialità di taluni comportamenti irresponsabili che tarda a scemare e in mezzo a tutto questo la vita quotidiana di ciascuno di noi, la famiglia, gli affetti, gli amici, le abitudini, il lavoro, le preoccupazioni, i progetti, le ansie e le gioie, le attese e le speranze completamente “crashate”. Sapete che significa crashare? Io l’ho imparato a 41 anni da un ragazzino di 13. Crash, nel linguaggio informatico è il blocco o la terminazione improvvisa, non richiesta e inaspettata di un programma in esecuzione. Avete un termine migliore per definire quello che stiamo vivendo? Io no. Mi sento assolutamente “crashata” e sul mio monitor l’unico segno vitale è un gigantesco BOH in campo vuoto.

Oggi 18 marzo, con il nostro progetto, avremmo vissuto la terza settimana residenziale con i ragazzi delle seconde medie dell’Istituto Comprensivo Pg 1. In tre settimane altri 79 ragazzi con cui condividere la bellezza di una relazione educativa che si fa amicizia responsabile, entusiasmante passione per le arti o le lettere o i numeri che diventa realizzazione di vita e che si trasmette per osmosi dallo sguardo di chi la racconta agli occhi di chi l’ascolta. Saremmo stati in compagnia di tante famiglie per vivere con loro e i propri figli un importante momento di approfondimento e condivisione per passare da un orientamento allo studio e al lavoro condizionato da risultati, aspettative, pensieri, ansie, paure a un trampolino di lancio sulla vita giocato sui nostri talenti profondi, le ricchezze e le passioni che già da piccole crescono dentro di noi e che a quest’età sono chiamate a spiccare il volo, non tanto nei fatti quanto nei desideri.

Quando rivivremo tutto questo? BOH

Eppure noi della segreteria, i coordinatori, l’equipe formativa, i collaboratori stiamo continuando a riunirci in streaming per pensare, progettare, rimodulare forme, metodi e maniere perchè non si perda nulla dell’esperienza vissuta e soprattutto perchè possano viverla molti altri ragazzi, perchè noi ci crediamo, perchè le famiglie e gli istituti scolastici l’appoggiano, perchè la Fondazione Cassa di Risparmio ci ha dato fiducia, oltre che un grande sostegno economico ma, soprattutto, per essere a servizio dei giovani di Perugia in una nuova forma di welfare, che si fa concreta, utile e replicabile tanto più è incarnata in una relazione costruttiva tra le persone e con il territorio. Ecco perchè non ci fermiamo, perchè non vogliamo rischiare di perdere la grande ricchezza che abbiamo incontrato: la capacità generativa che nasce da una profonda e proficua relazione di crescita, maturata nella cabina di regia, dopo tanti momenti di crisi, nell’equipe formativa con tantissimo impegno di tutti, e ancor di più con la scuola, con ciascuno dei ragazzi, con le famiglie, con alcuni professori e con tantissimi professionisti, volontari, ditte, imprenditori, sportivi, divulgatori che si sono messi a servizio in qualche forma nell’attività di questi mesi.

Per questo abbiamo deciso di passare oltre al boh che serpeggia nefasto e senza speranza dentro di noi e trasformarlo in presenza. Come? Ogni giorno raggiungiamo 154 famiglie, tra quelle che già hanno vissuto il Villaggio e quelle che ancora dovranno conoscerlo, con un piccolo messaggio rivolto ai ragazzi ma anche ai genitori: un video di qualcuno di noi ai ragazzi, un’attività da fare, un pensiero da condividere, un’opportunità da cogliere, il saluto di qualche persona particolarmente credibile e autorevole che diventa un gancio per catturare l’attenzione dei più restii. In ognuno di questi messaggi potrebbe celarsi la scoperta o la riscoperta di un talento o di una passione: una lampadina da accendere insomma ma questa volta non vissuta in presenza nel Villaggio, come avremmo voluto e sperato, bensì nel più importante villaggio educativo che possa esserci in senso assoluto, in famiglia.

La Freccia Quotidiana raccoglie la maggior parte delle proposte che inviamo quotidianamente alle famiglie ma qualche minuto fa, in piena notte, mentre ne aggiungevamo altre, tutte di alto profilo e qualità, è emersa ai nostri occhi un’evidenza assoluta: ai fini del nostro servizio a questi giovani e alle loro famiglie conta la proposta in sè del libro da leggere, dell’attività da fare, del tutorial da seguire o conta forse di più l’occasione che essa può darci, con la mediazione costruttiva dei nostri genitori, di scoprirci appassionati per il linguaggio giornalistico di quella voce che ascolto, per la bellezza che percepisco nello stile del racconto che leggo, per la capacità di parola di quel divulgatore, per la ricchezza comunicativa che mi rimanda quel disegno?

Laboratorio genitori – figli con Co.Me.Te

Forse che il boh totalizzante e paralizzante che stiamo vivendo fuori, ci dia la possibilità, nel cuore delle nostre famiglie, nel dono di tempo che abbiamo, di trasformare la solita domanda senza risposta che poniamo frettolosamente ai nostri figli (ti piace? ti è piaciuto? come è andata? che vorresti fare?….boh) in un’occasione di scambio di parole profonde, esperienze e racconti di vita nostri, veri, che possano così avvalorare e dare senso e significato a ciascuna nostra eventuale proposta esterna? Arricchirla, interpretarla, darle valore non tanto per l’oggetto in sè, quanto per la capacità che essa ha di rimandare a una passione che diventa realizzazione di vita vera. Diciamo, in sintesi, che in questo tempo il progetto sta regalando alle famiglie una LEVA, perchè in questo tempo immobile non abbiamo bisogno di trasformare energia, ma POSSIAMO REINDIRIZZARE LE FORZE!!!!

DUC IN ALTUM: VIDEO LEZIONI DI MATEMATICA, ESPERIMENTI SCIENTIFICI E MOLTO ALTRO….

LE VIDEO LEZIONI 

Matematica , Esperimenti Scientifici e Molto Altro…….

Le lezioni di questo canale coprono la maggior parte degli argomenti di matematica trattati alle superiori (liceo scientifico in particolare) ed alcuni argomenti che si vedono generalmente nei corsi base di analisi matematica o algebra lineare al primo anno di università. Ci sono anche esperimenti scientifici, tutorial e altri video dedicati principalmente a studenti.

DUC IN ALTUM: PROGETTARE CAMMINANDO INSIEME ALLA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO

Il 2020 si è aperto per il progetto DUC IN ALTUM, UN VILLAGGIO EDUCANTE PER VIVERE LA SCUOLA DA FUORICLASSE, con un calendario ricco di appuntamenti e una visita molto gradita, oppure, se preferite, con un tragitto affollato di tappe e un necessario “pit-stop” di monitoggio mezzi, strumenti e direttrici per non perdere la strada e navigare sicuri verso la meta.

In linea con le prerogative del Bando Idee Welfare 2018, nel quale, sin da subito, i progetti vincitori hanno avuto nella Fondazione Cassa di Risparmio, oltre che il principale ente sostenitore, anche e soprattutto un partner con cui intessere insieme percorsi e opportunità di crescita in un sistema di welfare condiviso, grazie a incontri, formazioni, opportunità di condivisione e momenti di verifica e riflessione, lo scorso 3 febbraio per la seconda volta in un anno la Fondazione è venuta a trovarci a casa nostra, nelle persone della dott.ssa Perugino e della dott.ssa Dodi, consulente esterna per la Fondazione, pedagogista e formatrice in servizi e progetti educativo-sociali. Con il consueto atteggiamento un pò sulla difensiva, tipico di una collaudata mentalità cautelativamente conservativa, in via precauzionale avevamo preparato faldoni su faldoni di documentazione attestante le attività svolte, le prassi, i risultati raggiunti, le vie intraprese, le collaborazioni attivate, i punti forti e poi anche quelli deboli sull’andamento del nostro progetto ad oggi. Un quarto d’ora di formalità, un buon thè, la visita della struttura cuore pulsante del nostro progetto e poi, assodato il necessario espletamento di tutti i passaggi amministrativi di rendicontazione, monitoraggio e rispetto delle linee guida sulla comunicazione e sul corretto funzionamento della parte contabile e istituzionale, ci siamo immersi su quanto più attinente alla capacità di attivazione messa in campo dal progetto ad oggi, sul perchè di quello che ha funzionato o non funzionato, sulle cause, i motivi, le condizioni di fattibilità o di preclusione dell’una o l’altra iniziativa.

I risultati inaspettati e raggiunti e gli obiettivi sperati ma non realizzati ad oggi cosa ci dicono? Quale immagine dell’impatto che abbiamo avuto sul territorio ci restituiscono? Ci sono canali e strade che ancora non abbiamo intrapreso e che potrebbero essere percorribili per le finalità da raggiungere? In fondo il nostro è un progetto educativo o un progetto di orientamento allo studio? Queste sono alcune delle domande che, alla luce di un anno di attività, con ancora davanti un percorso abbastanza lungo per ricalibrare, rimodulare e, se possibile, centrare completamente l’obiettivo, ci siamo posti in quella sede e ancora oggi, tutti i giorni, lavorando e ripensando, gli stessi interrogativi ci danno la misura di quello che siamo e di ciò che vogliamo diventare. Ci piace condividere quanto è emerso perchè le modalità di riflessione utilizzate possano servire a noi ma siano strumento di rilettura e ripensamento anche per chiunque altro si affacci a questa nuova forma di progettazione e co-progettazione sociale, finalizzata a un nuovo welfare di comunità ma, nelle modalità in cui si sta realizzando, essendo essa stessa una nuova forma di welfare di comunità per il nostro comprensorio territoriale.

Partiamo dall’obiettivo più arduo da raggiungere: restituire alla prima periferia di Perugia uno spazio di condivisione, gioco, accoglienza e tempo libero per tutti, giovani e famiglie in particolare. Tale obiettivo era, in sede di stesura progettuale, concatenato alla vitalità e alla rinascita dell’Abbazia come villaggio educante. Quello che ad oggi è stato sicuramente ottenuto è il fatto che l’Abbazia, opportunamente curata, gestita e rigenerata a livello strutturale, nelle pertinenze e nella dotazione di arredi, possa assumere le caratteristiche di un polo educativo, culturale, di aggregazione e formazione giovanile e non solo a servizio della città. Quello che, più probabilmente, andrà invece ripensato e rimodulato è il fatto che possa costituire centro d’attrazione, di svago e per il tempo libero per il quartiere e la comunità locale.

Sicuramente un risultato mai sperato eppure immediatamente raggiunto dal nostro progetto, nelle settimane educative territoriali attivate con l’Istituto Comprensivo Pg 1 per le classi terze delle scuole secondarie di I grado, è stato il coinvolgimento dei genitori dei ragazzi. Ai laboratori a loro dedicati, da vivere in parte da soli e in parte insieme ai propri figli, condotti dagli psicoterapeuti di Co.Me.Te. , sono stati presenti circa l’80% dei genitori, nella metà dei casi sia il padre che la madre, per la quasi totalità delle famiglie rappresentate. Chiedendo ai genitori stessi il perchè di tale partecipazione due sono state le risposte più condivise: il fatto di essere stati invogliati a venire dai propri figli, che sono stati dei perfetti “attivatori” e il fatto che, rispetto a tanti incontri, formazioni, convegni e simili sui temi dell’educazione e della genitorialità, in questo caso, si trattava di laboratori per pochi e vissuti insieme ai propri figli. Grazie alla relazione educativa positiva instaurata dagli educatori di Pepita Onlus, alla presenza, all’accompagnamento e all’attivazione sui ragazzi messa in campo dalla coach Sara Bodio, all’ambiente educativo informale pomeridiano favorito dal contesto dell’Abbazia, alle esperienze in azienda e ai racconti di tanti grandi e piccoli testimoni di una passione lavorativa o di studio in atto, i ragazzi sono stati capaci di rielaborare e riportare a casa il loro entusiasmo, favorendo l’attivazione dei propri genitori. Un plauso personale della segreteria di coordinamento va all’equipe formativa che, ognuna per la sua parte e nelle sue prerogative professionali, passando dall’educatore professionale al coach agli psicoterapeuti, ha saputo collaborare costruttivamente e mai in maniera ostativa proprio a servizio dei ragazzi, della scuola e delle famiglie. Qui si apre un bivio: virare dall’obiettivo prefissato di una proposta educativa per le scuole di approccio informale all’orientamento scolastico e lavorativo per puntare invece sulla strada del percorso educativo condiviso per ragazzi e famiglie?  Proseguire sulla strada tracciata cercando nuove vie di conoscenza, condivisione e sviluppo dell’alleanza educativa anche con gli insegnanti per perfezionare questo prototipo di proposta educativa come possibile forma di accompagnamento in fase di orientamento scolastico?

Quanto il progetto riuscirà a mettere in moto in questo anno rimasto sarà di risposta alla via intrapresa ma intanto ci sentiamo già di dire il nostro grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che, attivando questa forma di monitoraggio, condivisione e formazione in itinere, fattivamente aiuta, sostiene, incoraggia, corregge e riequilibra l’andamento dei progetti, perchè, sempre più e meglio, non siano fine a se stessi ma sappiano incidere positivamente sul territorio, sulla socialità e sull’ambiente in cui sono chiamati a produrre processi di positivo cambiamento.

SETTIMANA DELLA SCUOLA

Al via la V edizione de LA SETTIMANA DELLA SCUOLA, indetta dalla Diocesi di Perugia – Città della Pieve e organizzata dal Servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica e l’Ufficio per l’Educazione e la Scuola diocesani. Si è aperta cinque anni fa come occasione di conoscenza e dialogo con il mondo della scuola e si è consolidata nel tempo come opportunità di formazione, condivisione e crescita a servizio di tutti coloro che vivono in prima persona il mondo dell’educazione: studenti di ogni ordine e grado, genitori e famiglie, dirigenti, docenti, educatori, formatori e animatori. L’educazione, ormai da tempo, non è più esclusiva prerogativa dell’una o dell’altra agenzia ad essa deputata, ma è chiamata ad essere ambiente condiviso di una pluralità di soggetti, che solo in un’alleanza costruttiva fondata sul bene comune del singolo e della comunità, può auspicare la crescita integrale e sana delle giovani generazioni. Famiglia, scuola e società civile insieme sono chiamate a questa responsabilità educativa condivisa, onore ed onere da non delegare ma da assumersi come priorità personale e collettiva. La Diocesi di Perugia, nel lavoro organizzativo dei due offici diocesani, insieme ad una rete di soggetti e realtà a loro volta impegnati in ambito educativo, offrirà in tutti gli appuntamenti della Settimana l’occasione e l’opportunità di vivere tanti momenti di alto profilo educativo aperti a tutti coloro che avranno il piacere di parteciparvi.

Lunedì 2 marzo 2020
15:30 – Alberto Pellai “EDUCARE IN UN TEMPO CONFUSO, I BISOGNI EDUCATIVI IN UN CONTESTO SENZA PIU’ REGOLE E CONFINI” Auditorium Capitini
Martedì 3 marzo 2020
15:30 – Don Mauro Angelini “L’UOMO NEL PROGETTO DI DIO: IN CAMMINO VERSO LA PIENA MATURITà IN CRISTO” Hotel Mater Gratiae
Giovedì 5 marzo 2020
15:30 – Massimo Borghesi “IL PENSIERO DI JORGE MARIO BERGOGLIO E LA PROSPETTIVA DI FRANCESCO SULLA CHIESA” Hotel Mater Gratiae
Venerdì 6 marzo 2020
15:30 – CONCORSO PER CORI SCOLASTICI PRESSO AUDITORIUM CAPITINI, CON LA COLLABORAZIONE DELL’ISTITUTO FRESCOBALDI

SETTIMANA DELLA SCUOLA

CONOSCERE PER DECIDERE

Edizione 2020-21 del booklet realizzato dallo staff dell’Informagiovani del Comune di Perugia con tutti i profili degli Istituti superiori dell’area cittadina per facilitare la scelta dei ragazzi per il prossimo anno scolastico.

Il Vice Sindaco Gianluca Tuteri, delegato per Scuola ed edilizia scolastica – Politiche per l’infanzia e l’adolescenza – Salute del Comune di Perugia, rivolgendosi agli studenti ha detto : “da qui in poi spetta anche a te decidere, stai diventando grande. Scegliere pone sempre delle difficoltà, ma senti i suggerimenti dei grandi, partecipa anche tu, informati per decidere, non seguire i compagni solo per paura di non rivedere amicizie, ne farai delle altre e le vere amicizie non si perdono mai. Per prendere le decisioni giuste dovrai concentrarti su te stesso e sui tuoi bisogni, lasciandoti guidare dalle tue necessità ma anche dal tuo intuito, scegli seguendo i tuoi sogni e non le tue paure”

CONOSCERE PER DECIDERE

PICCOLI GRANDI MATEMATICI … SPERANZA DEL DOMANI E CERTEZZA DELL’OGGI

Si è concluso lo scorso 30 maggio, presso la scuola primaria “Bruno Ciari” dell’Istituto Comprensivo PG 7, il 27° Rally matematico transalpino alla presenza dell’insegnante Maria Francesca Tanda, coordinatrice RMT per Umbria, Lazio e Marche in collaborazione con il CRSEM – dipartimento di Matematica dell’Università di Cagliari che ha promosso e organizzato le gare nel territorio. Il Dirigente Gambacorta ha accolto le nove classi finaliste provenienti da vari istituti di Perugia e di Spoleto ricordando l’altissima valenza educativa di una manifestazione in cui non si vede emergere il singolo ma l’intero gruppo classe, in cui la matematica è vissuta realmente e concretamente come una bella opportunità di applicazione della logica e del ragionamento per la risoluzione di un problema o di un quesito e, soprattutto, di un percorso vissuto insieme dagli studenti nell’aiuto reciproco finalizzato al raggiungimento di un obiettivo comune.

DUC IN ALTUM ha deciso di raccontare e dare risonanza a questa pregevole iniziativa perchè, senza clamore e senza molte luci della ribalta, il Rally matematico transalpino è un’opportunità educativa di grande rilevanza, un’occasione offerta al gruppo classe di cimentarsi in qualcosa di impegnativo e entusiasmante, intelligente ed emozionante: una competizione educativa e di qualità in cui ciascun ragazzo ha la possibilità di scoprire il significato profondo dell’aiuto reciproco per la conquista di una meta comune. La  passione educativa degli insegnanti poi fa la differenza nell’accompagnare i ragazzi nel percorso, preparandoli e motivandoli perchè per loro sia un’esperienza entusiasmante e non l’ennesimo impegno scolastico o parascolastico. Raccogliendo qualche racconto dai diretti interessati, i vincitori del Rally 2019, quello che traspare è il dilagante entusiasmo vissuto dai protagonisti e trasmesso anche alle loro famiglie per quella che, apparentemente, sarebbe semplicemente una prova di matematica ma che in realtà viene vissuta come una competizione altamente educativa, un’opportunità per accrescere la propria autostima, un’occasione per fare gruppo e sentirsi sempre più classe, un momento in cui alzare l’asticella dell’obiettivo da raggiungere e scoprire talenti e competenze forse nascoste. In un tempo certamente denso di appuntamenti nell’avvicinarsi della fine dell’anno scolastico, con tantissimi impegni anche in attività sportive o comunque extrascolastiche, la semplicità e la leggerezza con cui i ragazzi hanno vissuto il cammino verso le finali è la “ciliegina sulla torta” che ci fa credere che le buone prassi educative fanno ancora la differenza su tante categorie con cui noi adulti, troppo superficialmente, etichettiamo le giovani generazioni. La passione educativa, se ben convogliata in una relazione positiva di crescita, è assolutamente capace di attrarre bambini, giovani e ragazzi al bello, che sia esso matematico, artistico, letterario, sportivo, ludico. Proporre iniziative ricche di senso, qualitativamente alte anche se quantitativamente a volte impegnative, è un’opportunità da perseguire, incentivare, favorire per lasciarci stupire dalla meravigliosa tenacia, dall’energia vivificante e dall’intelligenza emotiva che ciascun ragazzo porta in se e che ha bisogno, molto spesso, solo di essere ben “accordata” proprio come la corda di una chitarra e proprio come diceva don Bosco “In ognuno di questi ragazzi, anche il più disgraziato, v’è un punto accessibile al bene. Compito di un educatore è trovare quella corda sensibile e farla vibrare” Un plauso agli educatori, siano essi maestre, professori, animatori, allenatori che vivono al meglio questo loro ESSERE e non fare.

Queste le classi finaliste e vincitrici del 27^ Rally Matematica Transalpino 2019
CATEGORIA CLASSI TERZE:
1^ classificata: 3^ A Scuola Primaria “Bruno Ciari” Perugia
2^ classificata: 3^ B Scuola Primaria “Bruno Ciari” Perugia
3^ classificata a pari merito: 3^ A Scuola Primaria “Bellocchio” Perugia
3^ A Scuola Primaria “Villaggio Kennedy” Perugia
CATEGORIA CLASSI QUARTE:
1^ classificata: 4^ A Scuola Primaria “Bruno Ciari” Perugia
2^ classificata: 4^ A Scuola Primaria “XX settembre” Spoleto
3^ classificata: 4^ A Scuola Primaria “San Giacomo” Spoleto
CATEGORIA CLASSI QUINTE:
1^ classificata: 5^ B Scuola Primaria “Villaggio Kennedy” Perugia
2^ classificata: 5^ A Scuola Primaria “Santa Lucia” Perugia
3^ classificata: 5^ A Scuola Primaria “San Giacomo” Spoleto

La Conferenza Stampa in 10 punti

Dopo la conferenza stampa di mercoledì scorso ci siamo presi qualche giorno per lasciar sedimentare le riflessioni e gli input che relatori e ospiti ci hanno consegnato come semi da piantare e traiettore da seguire nel cammino da percorrere con questo progetto a servizio della nostra comunità territoriale. Ne è uscito un DECALOGO:

  1. La descrizione di Mons. Giulietti: un progetto di orientamento per giovani delle scuole secondarie, basato su incontri significativi ed esperienze da vivere in un ambiente educativo residenziale (UNA GITA AL FUTURO, per crescere verso il futuro; un progetto pensato dalla Pastorale Giovanile di Perugia, raccogliendo le istanze del Sinodo per un servizio ai giovani che non sia l’evento mediatico o d’intrattenimento ma sia un ACCOMPAGNAMENTO ALL’ADULTITA’, A TROVARE IL PROPRIO POSTO NELLA SOCIETA’   INTERVISTA GIULIETTI 
  2. Uno sguardo al territorio: grazie a don Simone Sorbaioli, che a nome della Fondazione Carlo Caetani della Fargna ci accoglie a Città della Pieve, capiamo che l’Oratorio Beati Fanciulli può essere un’altra base di appoggio del progetto a favore del territorio pievese, delle scuole che insistono sul bacino del Trasimeno e per una comunità cittadina che ci ha ospitato con grande partecipazione e con cui speriamo di crescere insieme.
  3. La lungimiranza della Fondazione Cassa di Risparmio. La dottoressa Monni ci invita ad essere sentinelle che possano intercettare istanze, criticità ma anche opportunità da cogliere nel territorio, per diventare fari che illuminino una strada da percorrere insieme e da replicare, perchè il bene non è mai geloso ed ama essere imitato. Insieme e accanto agli altri progetti vincitori del bando siamo chiamati ad essere precursori di un nuovo modo di vivere la progettazione sociale per portare semi di speranza nel welfare di comunità.
  4. La verità di chi insegna e conosce i ragazzi. Al professor Contu dobbiamo la gratitudine per averci tolto il velo dagli occhi. Se non noi chi? Perchè se i genitori, i docenti e gli educatori abdicheranno al proprio ruolo, sarà necessariamente qualcun altro ad insegnare la vita ai nostri figli, ma chi ? A noi la responsabilità e l’onore di offrire a tanti giovani la ricchezza di un ambiente educativo in cui si sentano accolti, amati, stimati e vivi.
  5. La minestra calda e la porta aperta. Filippo Mazzi, psicoterapeuta familiare e nostro amico da sempre, con la passione di chi ha veramente a cuore la vita dei giovani e delle famiglie, ci provoca a puntare in alto, non per dare l’ennesimo servizio ma per svegliare il desiderio dei ragazzi, perchè il desiderio non si autogenera dentro di noi, ma cresce per attrazione nella relazione.
  6. Non somministriamo cure ma viviamo la relazione. Dalle settimane residenziale non dobbiamo aspettarci di dare risposte lavorative, di proporre cure, di presumere di conoscere l’infinito mistero del cuore di ogni ragazzo; dalle settimane residenziali dobbiamo pretendere di instaurare una relazione, di offrire un’esperienza, di attivare una comunità, di risvegliare il desiderio e il cammino di crescita condivisa.
  7. Aperti alle strade che si apriranno davanti a noi….si parte subito con l’interessamento dell’Istituto Comprensivo Pg 1 per un percorso di orientamento da proporre ai ragazzi delle secondarie di I grado e, contestualmente, con un’offerta gratuita di accompagnamento allo studio per i giovani maturandi, grazie alla proposta e all’impegno di Francesca Ragnacci, moderatrice della conferenza stampa come animatrice di comunità del Progetto Policoro e Martino Tosti, responsabile del progetto Starcup 2019
  8. GITE AL FUTURO. Per non dimenticare mai il cuore pulsante del progetto e perchè le scuole possano prenderlo in carico, al termine di questo percorso, come vera ed efficace proposta di orientamento. Se una scuola può proporre una gita scolastica fuori porta, con un budget di spesa anche considerevole, perchè non può proporre una gita, magari più vicina, ma che possa spingere i ragazzi alla scoperta del proprio futuro?
  9. “TU VALI, perchè non è vero che siamo tutti utili e nessuno indispensabile”. L’esperienza di Errico Piselli ci invita a rivolgerci ai piccoli protagonisti di questo progetto con lo sguardo del padre verso il figlio unico, perchè ciascuno di noi si senta stimato come un figlio unico
  10. 3886246848 Salva il contatto e mandaci un sms. Ti inseriremo nella nostra lista broadcast per avere continui aggiornamenti sullo stato del progetto, sulle proposte, le iniziative e le opportunità. Usa questo numero per chiamarci ed inviarci consigli, non vediamo l’ora di risponderti.